Buffy e Jonathan Steele

Tutto è cominciato nel 2003. Io avevo scritto (ed era anche già uscito, forse, ma di questo non son certo) il n. 50 di Jonathan, in cui si insinuava il dubbio che il vero Jonathan Steele vivesse nella nostra realtà, dov’era rinchiuso in un manicomio, e che le avventure narrate nella serie fossero le sue allucinazioni. In quel periodo, colpito soprattutto dall’episodio canterino, stavo seguendo la sesta stagione di Buffy (mai visto un episodio intero prima) e a un certo punto ecco arrivare l’episodio in cui si insinua il dubbio che Buffy sia in realtà una ragazza malata di mente rinchiusa in un istituto e che la serie narri le sue allucinazioni. Bizzarro, ho pensato.

Sta di fatto che, complice un amico appassionato di Buffy che mi regala la prima stagione in DVD, ho mollato di seguirla in televisione e ho cominciato
a prendere i DVD (lentamente, dati i costi), e ad appassionarmi così alla serie (e più di me mia moglie). Ogni tanto noto qualche accennata analogia,
ma niente di eclatante, passaggi classici della narrazione avventurosa, tutto sommato (ma non solo…). Poi ieri sera vedo il finale della quinta stagione, in cui Buffy, per salvare la sorella (e il mondo) si getta giù da un’alta torre e muore.

No, un momento. Nel n. 29 della vecchia serie Jonathan si butta giù dal Palazzo di vetro per salvare Myriam e jasmine. Non solo, ma il pericolo scampato in questa quinta stagione… Beh, diciamo che ha forti analogie con qualcosa che ho scritto nei mesi scorsi e che sto scrivendo tuttora, e che uscirà a partire dalla prossima Estate.

Più che bizzarro, comincia a essere inquietante.
Comunque Buffy, come molte altre serie, alterna episodi belli ad altri decisamente meno riusciti, ma quelli belli sono scritti davvero bene, accidenti. Solo quello musicale e quello muto sono due colpi di genio.

PS: Ah, a riprova del fatto che mia moglie è una vera fan di Buffy, potete
guardare qui: